lunedì 27 settembre 2010

Ad un anno e spicci dalla nascita del "Partito dei socialisti incazzati"

Più di un anno fa il compagno Giorgio Giannelli, sempre vulcanico e combattivo, cominciò ad adoperarsi per la rinascita del partito socialista in Italia. Avrebbe dovuto essere un movimento con gli occhi rivolti al futuro, lontano dalle nostalgie craxiane, e senza per questo ricadere nelle solite secche del "sinistrismo". Un'ottima idea che infatti non passò inosservata.
Il vertice fondativo iniziò con la deposizione ai piedi della statua di Giordano Bruno, in Campo dei Fiori a Roma, proprio sotto l'abitazione di Giannelli, di un mazzo di garofani rossi. Quel mazzo di fiori è rimasto là, intatto, per venti giorni e più: nessuno l'ha toccata, eppure a Campo dei Fiori c'è sempre vita, con giovani che fanno baldoria fino a tarda notte, accampati proprio intorno alla statua del grande filosofo.
Proprio in quel periodo, però, iniziarono le operazioni di censura e sabotaggio nei confronti di Giannelli e della sua creatura. Furono ripetutamente colpiti tanto il suo blog quanto la sua pagina su Facebook, il tutto chiaramente per intralciare e limitare il più possibile la diffusione della sua innovativa ed originaria proposta politica.
Se molti di voi, adesso, leggendo questo mio intervento, resteranno sorpresi chiedendosi chi sia mai questo Giorgio Giannelli e cosa fosse il Partito dei Socialisti Incazzati, è proprio perchè l'operazione "censura" ha evidentemente avuto successo.
Ad ogni modo, a più di un anno da tale iniziativa, è opportuno fare una serie di riflessioni. Come mai i sabotatori di Giannelli non hanno mai pensato di far sparire il mazzo di fiori collocato ai piedi di Giordano Bruno? Ci sono due diverse ipotesi;
1. Non l'hanno considerato importante, ma ciò dimostrerebbe la loro stupidità perchè tale mazzo di fiori, con tanto di fascia con l'intestazione del "Partito dei socialisti incazzati" era uno strumento comunicativo di non poco conto;
2. Non hanno potuto rimuoverlo, malgrado fosse loro intenzione, o perchè non vivevano a Roma ed erano impossibilitati dal recarvisi, o perchè temevano d'esser visti dal Giannelli che, ricordiamolo, abita proprio lì sopra: e questo starebbe a dire che i "sabotatori" siano persone da lui conosciute, magari anche dei suoi finti sostenitori; oppure perchè Campo dei Fiori è sempre piena di gente, e quindi è impossibile fare qualcosa del genere senza essere notati, a meno che non ci si vada a notte fonda, quando sono tutti andati via: ed evidentemente loro, per ragioni presumibilmente di tipo familiare, non potevano permetterselo.
Hanno potuto sabotare il Partito promosso dal Giannelli attraverso internet, ma non sono stati in grado di far sparire un mazzo di fiori e questo la dice lunga sul loro spessore di sabotatori e censori. Ma al tempo stesso dimostra quanto attuale e temuto sia un partito socialista moderno, europeo e rivoluzionario nell'Italia di oggi.

1 commenti:

  1. Il seme che il mitico Giorgio Giannelli ha gettato nello spento mondo socialista italiano è come quello della parabola evangelica.

    Una parte è andata persa nelle orecchie di gente inutile, ed è inutile recriminarci sopra; ma un'altra parte sta germogliando sotto della buona terra e, quando il tempo del raccolto verrà, produrrà cento a uno.

    Aderite, frattanto, alla Pagina su Facebook nata dalla intuizione del Giannelli: PER IL RILANCIO DEL SOCIALISMO DEMOCRATICO IN ITALIA.

    http://www.facebook.com/pages/Per-il-rilancio-del-Socialismo-Democratico-in-Italia/115485331837850

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