Penso proprio che il compagno Giannelli c'abbia visto giusto, nel suo articolo intitolato "A nuove elezioni non ci credo". Ora come ora, il ritorno alle urne non converrebbe a nessuno. Gli unici che si sentono pronti sono Vendola, Di Pietro e Bossi, perchè sanno di poter prendere voti dai loro alleati. Gli altri invece da una situazione come questa hanno solo da perdere e perciò temporeggiano.
Il centrosinistra addirittura non ha ancora scelto un candidato con cui sfidare Berlusconi. Di Pietro, Bersani, Rosy Bindi e D'Alema non vogliono neanche sentir parlare di Vendola, che pure sarebbe l'unico in grado di tirarli fuori dalle secche in cui si trovano. In che condizioni vorrebbero presentarsi all'appuntamento con gli italiani?
Berlusconi, senza il fardello di Fini e dei finiani, potrebbe recuperare voti dalla Lega, riprendendosi un po' di elettorato già berlusconiano e passato a partire dal 2008 sotto le insegne della Lega di Bossi. Ma per ottenere tale obiettivo ha bisogno che la sua tanto decantata campagna elettorale sia studiata ed ultimata fin nei minimi dettagli, senza tralasciare un bell'intervento di chirurgia plastica per il Pdl, onde fargli recuperare la "vivacità" che contraddistingueva Forza Italia. Entrambe sono due cose che non si possono fare nello spazio di un mattino e pertanto anche a Berlusconi conviene aspettare.
E Casini? A lui tocca la parte del vaso di carta fra i vasi di coccio.
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