Qualche tempo fa, adducendo delle fittizie quanto indimostrabili accuse di sabotaggio della produzione, la Fiat ha licenziato tre operai. In realtà la loro unica colpa sarebbe quella di militare nel sindacato Fiom, gradito a Marchionne e all'azienda quanto il fumo negli occhi. Il tribunale ha accolto il ricorso dei tre lavoratori, che sono stati così reintegrati alle loro mansioni nonostante il parere contrario della Fiat. Quest'ultima ha però avanzato una controproposta: i tre lavoratori resteranno a casa ricevendo ugualmente lo stipendio in attesa del secondo grado di giudizio.
Insomma, di ritrovarsi questi tre signori nei propri capannoni, la Fiat non ne vuole proprio sapere. E' gente che fa attività politica e sindacale ia tamburo battente, aprendo gli occhi ai colleghi fino ad oggi convinti che Marchionne stia facendo tutto soltanto per il loro bene. Meglio pagarli perchè restino a casa che trovarseli davanti ai cancelli a gratis a rompere le balle. Ma loro non ci stanno: sono ugualmente venuti in fabbrica, nonostante la presenza dei Carabinieri mandati dalla proprietà.
Speriamo che il braccio di ferro con l'azienda lo vincano loro. Perchè se dovesse passare il segnale che un operaio può essere assunto o licenziato in base al sindacato in cui milita, allora l'istituzione del sindacato non avrà più senso d'esistere: a parte i sindacati gialli, ovviamente. E a quel punto possiamo tranquillamente salutare la difesa dei diritti dei lavoratore. Finora queste cose sono avvenute in Cina ed in altri paesi in via di sviluppi: noi occidentali abbiamo permesso che le aziende dei nostri paesi all'estero si comportassero in questo modo. Adesso, visto che nessuno s'è mai indignato, loro se ne approfittano e applicano le stesse misure anche in patria.
Bisogna farsi sentire.
Insomma, di ritrovarsi questi tre signori nei propri capannoni, la Fiat non ne vuole proprio sapere. E' gente che fa attività politica e sindacale ia tamburo battente, aprendo gli occhi ai colleghi fino ad oggi convinti che Marchionne stia facendo tutto soltanto per il loro bene. Meglio pagarli perchè restino a casa che trovarseli davanti ai cancelli a gratis a rompere le balle. Ma loro non ci stanno: sono ugualmente venuti in fabbrica, nonostante la presenza dei Carabinieri mandati dalla proprietà.
Speriamo che il braccio di ferro con l'azienda lo vincano loro. Perchè se dovesse passare il segnale che un operaio può essere assunto o licenziato in base al sindacato in cui milita, allora l'istituzione del sindacato non avrà più senso d'esistere: a parte i sindacati gialli, ovviamente. E a quel punto possiamo tranquillamente salutare la difesa dei diritti dei lavoratore. Finora queste cose sono avvenute in Cina ed in altri paesi in via di sviluppi: noi occidentali abbiamo permesso che le aziende dei nostri paesi all'estero si comportassero in questo modo. Adesso, visto che nessuno s'è mai indignato, loro se ne approfittano e applicano le stesse misure anche in patria.
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