sabato 28 agosto 2010

Indubbiamente c'è da preoccuparsi

Si, indubbiamente c'è da preoccuparsi al pensiero che i vari Berlusconi, Bossi, Fini, Casini, Bersani, Di Pietro e altri ancora, almeno in alcuni momenti della loro vita, credano seriamente di essere utili al bene del paese. Eppure temo che essi, nonostante la malafede e l'egoismo che li porta a varcare le soglie del Parlamento soprattutto per un mero tornaconto personale, siano veramente convinti di operare nell'interesse dell'Italia. Non possono non pensarlo ed è terribile.
Cosa possiamo fare noi italiani per neutralizzare la cattiva politica? Direi poco o nulla, anche perchè finora abbiamo accettato di lasciarci vivere disinteressandoci di tutto ciò che ci riguarda. Gli italiani, da almeno trent'anni, hanno perso fiducia e speranza nei partiti e nella Repubblica. Questo spiega il motivo per cui accolgono sempre con un certo qual possibilismo - chiamiamolo così - ogni ciarlatano che s'atteggi a salvatore della Patria. Siamo sempre pronti a dare credito a chiunque, all'insegna del motto secondo cui "peggio di così non potrebbe comunque andare".
Dopotutto, se lo pensiamo, non è nemmeno tutta colpa nostra. Siamo stati abituati ed educati - male, per la verità - così. Ma non dimentichiamoci che, se i politici italiani sono riusciti a portarci fino a questo punto, è anche per demerito nostro. Hanno trovato un popolo succube, malleabile e ruffiano, disposto a farsi far tutto pur d'avere in cambio un tozzo di pane. E questo vale anche e soprattutto per quei sinistrorsi o antiberlusconiani che, dopo tante belle chiacchiere, si dimostrano fatti della stessa pasta - se non addirittura di una pasta peggiore - di tutti gli altri italiani di strette vedute.

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